LA NOSTRA STORIA

La Masseria e la Chiesetta dell'Annunziata, per lungo tempo, sono state il nucleo attorno al quale, particolarmente durante il periodo di raccolta e molitura delle olive, la comunità contadina scandiva i suoi ritmi e i suoi riti.

Le tracce della costruzione del complesso si perdono nel tempo: l'unica testimonianza è una iscrizione che campeggia sull'architrave della Chiesetta che rimanda al 1871, quando l'Abate Ludovico Bramante, arciprete, dopo un lungo periodo di abbandono, la restituì al culto.

An salutis MDCCCLXXI
Aediculam
deiparae annuntiationis dicatam
aevo labefactam et squalore tabescentem
Ludovicus Abbas Bramante archibresbyter
de integro instauravit
et nitito cultu perpulitam
religioni restituit

E' facile presumere, però, che la Chiesetta, prima del 1871, non fosse dedicata all'Annunciazione, poiché, a seguito del trafugamento del dipinto che ne raffigurava l'evento, si è scoperto un altro dipinto, nascosto dal primo, evidentemente di data anteriore al 1861, che raffigura una Adorazione dei Magi.

Fintanto che il frantoio ha funzionato – fino alla fine degli anni '60 – la Masseria e la Chiesetta fungevano da collante ed elemento attrattore della locale comunità contadina: le funzioni religiose domenicali, i riti dell'assaggio del primo olio, la festa del 25 marzo, le sagre e le fiere paesane, la festa del grano rendevano meno faticoso il lavoro nei campi.

Di tutto questo rimane, oggi, solo la funzione religiosa del 25 marzo che, grazie alla perseveranza di alcuni testimoni dei bei tempi che furono e all'entusiasmo della locale GI.FRA., continua a ripetersi annualmente.


E rimane l'impegno della azienda Giuliani a far risorgere la antiche tradizioni, a partire dal rilancio del pregiato "olio dell'Annunziata".